Camouflage e ripigmentazione
Una cicatrice non sparisce.
Ma può smettere di essere
la prima cosa che si vede.
Cicatrici chirurgiche, esiti di ustioni, vitiligine ferma, differenze di colore della pelle. Il camouflage non cancella: avvicina il colore della zona chiara a quello della pelle intorno, finché l'occhio smette di fermarsi lì.
Che cos'è il camouflage
Una cicatrice matura spesso è più chiara della pelle intorno: il tessuto cicatriziale non produce melanina, e resta una riga bianca. Lo stesso succede nelle zone colpite da un'ustione profonda o dalla vitiligine. Il camouflage deposita pigmento in quella zona finché il colore non si avvicina a quello della pelle circostante.
Non è una cancellazione, è un avvicinamento. La cicatrice resta: cambia il fatto che si veda da lontano. Su un risultato riuscito l'occhio non si ferma più lì, e spesso è esattamente questo che si sta cercando.
Il rilievo, invece, non si tocca: il pigmento agisce sul colore, non sulla forma. Se la cicatrice è in rilievo o incavata, quella parte resta come è. È la prima cosa che dico in consulenza, perché è l'aspettativa che più spesso porta a una delusione.
«A me ha cambiato la vita. Avevo delle cicatrici bianche sulle braccia e su altre parti del corpo: in due sedute mi ha ripigmentato le zone e ho ricominciato a indossare le maniche corte. Grazie!»
Francesca Capuzzi · recensione su Facebook, febbraio 2017Cosa si può trattare
- Cicatrici chirurgiche — da interventi ortopedici, addominali, al seno, sul viso.
- Cicatrici periareolari da mastoplastica additiva o riduttiva: l'anello chiaro attorno all'areola si ripigmenta e il cerchio torna a leggersi intero. Il lavoro sull'areola è qui →
- Esiti di ustioni — sulle zone diventate bianche e ormai stabilizzate.
- Vitiligine — solo su chiazze piccole, ferme e circoscritte da tempo.
- Discromie cutanee — differenze di colore della pelle su viso e corpo.
- Cicatrici da trauma — incidenti, ferite, esiti post-operatori.
Lavori veri, prima e dopo
Sono fotografie di lavori miei, pubblicate con il consenso di chi è ritratto. Non sono ritoccate: quello che vedi è il colore a guarigione completata, alla luce naturale.





Quando funziona e quando no
Vale la pena provarci quando:
- la cicatrice è matura, cioè ferma da almeno un anno (spesso di più);
- è piatta o quasi: il problema è il colore, non il rilievo;
- la differenza di colore con la pelle intorno è netta ma non enorme;
- la superficie è contenuta: più è ampia, più sedute servono.
Quando dico di no
- Cicatrici cheloidee o ipertrofiche: il tessuto reagisce in modo imprevedibile e si rischia di peggiorare.
- Cicatrici recenti, ancora rosse o in rimodellamento: il colore cambierebbe da solo.
- Vitiligine in fase evolutiva: se le chiazze si stanno ancora allargando, il lavoro viene superato dalla malattia. Serve che sia stabile da tempo, e il parere del dermatologo.
- Zone molto estese: oltre una certa superficie il gioco non vale la candela, ed è più onesto dirlo prima.
- Pelle molto chiara con cicatrice bianca: qui il margine di miglioramento è più piccolo, perché la differenza di partenza è già contenuta.
Se vuoi farti un'idea prima di venire, mandami una foto su WhatsApp: per una prima valutazione è la via più veloce. Una risposta seria però arriva solo dal vivo, perché il colore va visto alla luce naturale.
Quante sedute servono
In genere da due a tre, a distanza di circa un mese. Il tessuto cicatriziale trattiene il pigmento in modo meno prevedibile della pelle sana: si lavora per strati, partendo sempre da un tono più chiaro del necessario. Aggiungere colore è facile, toglierlo molto meno — ed è il motivo per cui una prima seduta prudente non è timidezza, è metodo.
Su zone ampie o su pelli che assorbono poco possono servire più passaggi. Lo si capisce dopo la prima seduta, e te lo dico subito.
Quanto costa
Il prezzo dipende dall'estensione della zona, dalla difficoltà del colore da ricostruire e dal numero di sedute.
In consulenza ti dico la cifra esatta per il tuo caso, prima di iniziare, e non cambia dopo. La consulenza è gratuita e non richiede alcun anticipo: se decidi di non procedere, non hai speso nulla.
Domande frequenti
La cicatrice sparisce del tutto?
No, e chi lo promette non è onesto. Il camouflage avvicina il colore della cicatrice a quello della pelle intorno: il risultato è che non si vede più da lontano e l'occhio non si ferma più lì. Il rilievo, se c'è, resta.
Quanto deve essere vecchia la cicatrice?
Almeno un anno, spesso di più. Una cicatrice recente sta ancora cambiando colore e forma da sola: pigmentarla significa lavorare su qualcosa che si muoverà ancora.
Si può fare sulla vitiligine?
Solo se è ferma da tempo e su chiazze piccole e circoscritte. Se la vitiligine è in fase evolutiva il lavoro viene superato dall'avanzare della malattia. Serve il parere del dermatologo.
Fa male?
Sul tessuto cicatriziale la sensibilità è spesso ridotta rispetto alla pelle sana, quindi il fastidio è in genere minore di quanto ci si aspetti.
Quanto dura?
Il colore si schiarisce lentamente. Un ritocco ogni due o tre anni riporta l'intensità. Sulle zone esposte al sole il pigmento sbiadisce più in fretta, quindi la protezione solare fa la differenza.
Posso mandarti una foto prima di venire?
Sì, su WhatsApp al 340 642 8266: per una prima idea è la via più veloce. La valutazione vera però si fa dal vivo, perché il colore va visto alla luce naturale.
Guardiamola insieme.
La prima consulenza è gratuita. Se il camouflage non è la strada giusta per la tua cicatrice, te lo dico lì — è successo e succederà ancora.
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